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Marker, Chris

pseudonimo del cineasta scrittore e fotografo francese Christian François Bouche-Villeneuve (Neuilly-sur-Seine 1921-Parigi 2012). Romanziere (Le cœur net) e saggista (Giraudoux), giornalista e fotografo, animatore culturale tra i più raffinati e viaggiatore attento ai nuovi fenomeni politici, si affermò come autore di documentari in cui enorme importanza è assegnata al commento parlato: Les statues meurent aussi (1948-52) sull'arte africana (con A. Resnais), Dimanche à Pékin (1956), Lettre de Sibérie (1958), Description d'un combat (1960) in Israele, Cuba si! (1961). Gli si devono inoltre il lungometraggio in due parti Le joli Mai (1963), capolavoro del cinéma-vérité, La jetée (1963), folgorante cortometraggio di fantascienza a foto fisse, Le fond de l'air est rouge (1977) e l'amara critica Sans soleil (1982). Del 1985 è A.K., partecipe ritratto del cineasta giapponese Kurosawa, cui fecero seguito L’heritage de la chouette (1989) e L’ultimo bolscevico (1993).

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