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Masùllas

comune in provincia di Oristano (37 km), 129 m s.m., 18,88 km², 1196 ab. (masullesi), patrono: Madonna delle Grazie (2 luglio).

Centro nella Marmilla, situato alla destra del rio Mogoro, alle pendici meridionali del monte Arci; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. Sorto in un territorio dove dal VI millennio a. C. furono attivi giacimenti di ossidiana, fece parte della curatoria di Parte Montis, compresa nel Giudicato d'Arborea (sec. XI). Nel 1410 entrò nei possedimenti del Marchesato di Oristano, confiscato a Leonardo Alagon nel 1477. Appartenne poi alla Contea di Quirra e, nel sec. XVIII, passò agli Osorio de la Cueva, che lo tennero fino all'abolizione del regime feudale nel 1839.§ Nel paese sorgono la parrocchiale di San Sebastiano (sec. XVI, con facciata rifatta in epoca barocca), la chiesa romanica di San Leonardo (restaurata) e il complesso settecentesco che include la chiesa di San Francesco e l'attiguo convento dei Cappuccini. Vi ha sede l'Esposizione Permanente di Minerali e Fossili “Stefano Incani”, provenienti per lo più dal vicino monte Arci.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce cereali, olive e uva (produzione di vini DOC), sull'allevamento di ovini e sulla lavorazione del ferro battuto. È fiorente l'artigianato di tappeti e arazzi lavorati al telaio manuale.

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