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Massa Lubrènse

comune in provincia di Napoli (54 km), 121 m s.m., 19,71 km², 12.880 ab. (massesi), patrono: san Cataldo (10 maggio).

Centro posto all'estremità occidentale della Penisola Sorrentina. Ricordato nel sec. X col nome di Massa Publica, fece parte del Ducato di Sorrento e fu distrutto da Carlo d'Angiò e ricostruito nel sec. XIV. Nel 1558 fu devastato dai pirati turchi. Prese parte ai moti insurrezionali al tempo di Masaniello e fu coinvolto nella ribellione antiborbonica del 1799. Subì gravi danni nel terremoto del 1980.§ Nel largo Vescovado, cuore del paese, si apre una terrazza a picco sul mare, davanti alla quale sono l'ex cattedrale di Santa Maria delle Grazie (1512, rifatta nel 1760), con bel pavimento in maiolica e l'ex Palazzo Vescovile (sec. XVIII). In località Marina della Lobra, villaggio di pescatori con bel porticciolo e spiaggia, sorge il santuario di Santa Maria della Lobra (1528), su un tempio pagano (delubrum, da cui il nome). § Il paese, in posizione panoramica tra vasti spazi coltivati a limoni, aranci, noccioli, meli (mele qualità Sant'Agata), olivi, uva (vino penisola sorrentina DOC), cicerchie e alberi da frutto, è frequentata meta di turismo internazionale insieme alla stazione climatica di Sant'Agata sui Due Golfi. Rinomati sono i prodotti gastronomici tipici, tra cui l'olio DOP, i latticini e i liquori (soprattutto il limoncello). Si pratica ancora la pesca.§ Dalla frazione di Termini si giunge alla punta Campanella, area marina protetta, dove sorge la mozza Torre Minerva (1335), un tempo dotata di campana per avvisare gli abitanti in caso di pericolo. Nei dintorni, l'incantevole baia di Ieranto è proprietà del FAI.

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