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Mattiacci, Eliseo

artista italiano (Cagli, Pesaro, 1940). Le sue prime sculture erano realizzate con oggetti d'uso o materiali industriali manipolati, ne è esempio il tubo snodabile di ferro nichelato lungo 150 m (Tubo) che ha esposto nel 1967 in occasione della sua prima personale (e che dovette essere trasportato per Roma da un corteo di persone). Esse suscitano insolite esperienze tattili ed esaltano la forza di gravità, il peso, il magnetismo, permettendo di osservare come differenti materiali reagiscono a differenti sollecitazioni. Dal 1968 molte delle opere sono concepite come azione, e in alcune lo spettatore viene coinvolto nel processo creativo: comunicazione, interesse esistenziale e antropologico per l'altro, costituiscono gli ambiti di riflessione di molti dei suoi lavori degli anni Settanta (nel 1971 espone se stesso con le braccia e il busto ingessati; nel 1972, con l'ausilio del pubblico, mette in scena le azioni Sostituirsi con una parte dell'artista). Nel 1976 vince il premio Bolaffi e negli anni Ottanta avvia una serie di lavori dedicati alle energie e ai corpi celesti (Alta tensione astronomica, 1984; Scultura stratosferica, 1986). Nel 1989 viene inaugurato il Centro per la scultura contemporanea Torre Martignana di Cagli, nato da una sua idea e in cui, oltre alle sue, vengono esposte opere di P. Coletta, M. Gastini, P. Icaro. Per tutti gli anni Ottanta e Novanta ottiene un grande riscontro con numerose personali; in questo periodo realizza numerose sculture urbane (Le vie del cielo, 1994, Santa Sofia, Forlì; Scultura che guarda, 1996, Perugia; Riflesso dell'ordine cosmico, 1996, Pesaro).

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