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Mercato San Severino

comune in provincia di Salerno (15 km), 146 m s.m., 30,21 km², 20.362 ab. (sanseverinesi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Cittadina della valle del fiume Sarno. Fu importante gastaldato longobardo, poi feudo del normanno Turgisio dal quale discese la famiglia dei Sanseverino che ebbe molta parte nella storia napoletana. Da loro fu costruito il castello (sec. XI), a valle del quale sorse il primo nucleo del borgo per opera di Tommaso III Sanseverino; la cinta muraria che lo circondava fu conservata in efficienza in epoca sia angioina che aragonese. Nel 1552 Ferrante Sanseverino, ribellatosi al principe di Salerno, perse il feudo che fu confiscato dal regio demanio e dato nel 1556 a Ferdinando Gonzaga; in seguito appartenne ai Carafa e ai Caracciolo. L'abitato fu danneggiato dal terremoto del 1980.§ In posizione panoramica sorge il castello che, costruito nel sec. XI, fu ampliato in epoca normanna e sveva e raggiunse il massimo splendore nel sec. XV: conserva tratti della triplice cinta difensiva, resti dell'ala nobiliare, del salone maggiore e della cappella palatina. Altri monumenti rilevanti sono il settecentesco Palazzo Municipale del Vanvitelli e il complesso della chiesa dei Minori Osservanti (o di Sant'Antonio), in cui si conservano il sepolcro di Tommaso Sanseverino, eseguito nel sec. XIV, e un'Immacolata Concezione di G. B. Lama (sec. XVI).§ Nodo di comunicazioni ferroviarie e stradali, ha sviluppato funzioni terziarie (importanti i suoi mercati), pur conservando un importante ruolo agricolo (olive, uva da vino, cereali, ortaggi e frutta). L'industria opera nei settori conserviero (pomodoro San Marzano DOP), alimentare, del legno, edile, dell'abbigliamento e metalmeccanico.

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