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Minguzzi, Luciano

scultore italiano (Bologna 1911-Milano 2004). Studiò all'Accademia di Bologna e esordì a Firenze nel 1931. Artista di autentiche qualità, ha ottenuto importanti premi (Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Biennale di San Paolo del Brasile) e risultò vincitore del concorso per la quinta porta del duomo di Milano (realizzata nel 1965 e comprendente 14 formelle). Formatosi sulla tradizione classica, passò dallo scarno realismo delle opere iniziali all'aggiornamento culturale delle diverse tendenze moderne, pervenendo a soluzioni formali e a definizioni stilistiche di assoluta e personale originalità. Le varie esperienze condotte dall'artista per liberare la forma da tutte le connotazioni con la scultura tradizionalmente intesa, culminarono all'inizio degli anni Cinquanta con le serie degli animali “prigionieri” tra i canneti e dei “contorsionisti”, seguite da quelle degli “aquiloni” e delle scene di sottobosco. Attraverso questa tematica Minguzzi riduce la massa plastica a scrittura dinamica, valendosi di una linea scattante e insieme avvolgente, capace di delimitare l'essenzialità vitale della forma (Cane fra le canne, New York, Museum of Modern Art; Luci nel bosco, Dallas, Museum of Art; Pas de quatre, Milano, collezione Minguzzi). Tornò alla figurazione con la porta bronzea dell'atrio di S. Pietro a Roma (1977) e la porta per la chiesa di S. Fermo Maggiore a Verona (1988). Attorno alla metà degli anni Ottanta Minguzzi iniziò ad affrontare il tema del Nuotatore, prima con studi a inchiostro su carta, poi come guazzo (1986, antologica a Ferrara), infine come scultura (1989). Negli anni Novanta le sue opere vennero esposte in numerose mostre italiane e nel 1996 fece nascere a Milano la Fondazione Museo Luciano Minguzzi. Tra le sue ultime opere di scultura il Gallo '99 (1999), Op la (2000) e i due Uomo n. 1 (2000) e Uomo n. 2 (2001).