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Mombaròccio

comune in provincia di Pesaro e Urbino (20 km da Pesaro), 321 m s.m., 28,22 km², 1755 ab. (mombaroccesi), patrono: santi Vito e Modesto (15 giugno).

Centro dell'alta valle del torrente Arzilla. Nel Medioevo fu dominio della Chiesa. Dato in feudo ai marchesi d'Este, passò a Rimini e, con questa città, sotto le signorie dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere. Nel 1543 il castello e il territorio furono concessi in feudo ai Del Monte, cui rimase fino a che il cardinale Gabrielli lo integrò nella legazione di Pesaro e Urbino. § Il paese è cinto dalle mura quattrocentesche con camminamento, torri e la Porta Maggiore collegata a palazzo Del Monte. La chiesetta di San Marco reca sul portale un leone marciano del sec. XV; nella chiesa dei Santi Vito e Modesto è una tela di scuola baroccesca. § L'agricoltura produce grano, orzo, girasoli, frutta; diffusa la coltivazione di vite e olivo con aziende di trasformazione. Praticato l'allevamento bovino.