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Montàuro

comune in provincia di Catanzaro (30 km), 393 m s.m., 11,54 km², 1315 ab. (montauresi), patrono: san Pantaleone (27 luglio).

Centro del versante ionico delle Serre, posto ai piedi del monte Paladina, nella parte che digrada verso il golfo di Squillace. Sorto prima del Mille, nel 1101 fu concesso in feudo ai certosini di Serra San Bruno. Fu danneggiato dal terremoto del 1783 e dall'alluvione del 1846. § La parrocchiale di San Pantaleone ingloba, nell'abside e nel campanile, resti di fortificazioni medievali e ha un portale in granito a grosse bugne; l'interno, rimaneggiato agli inizi del sec. XVII, presenta colonne di granito, soffitto e coro lignei, altare maggiore in marmi policromi, piccole statue in bronzo (Redentore e apostoli) e in marmo (Santi Pietro e Paolo). Interessanti sono alcuni portali di palazzi signorili costruiti dopo il terremoto. § L'agricoltura produce cereali, uva, olive e frutta, in particolare agrumi. È praticato l'allevamento di ovini, caprini e bovini, da carne e da latte, con ricca produzione lattiero-casearia e di insaccati. § Nei dintorni sono le rovine del monastero di San Domenico, di fondazione normanna, distrutto dal sisma.