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Montécchio Precalcino

comune in provincia di Vicenza (16 km), 84 m s.m., 14,33 km², 4623 ab. (montecchiesi), patrono: santi Vito e Modesto (15 giugno).

Centro posto nell'alta pianura vicentina, alla destra del torrente Astico. Abitato in età romana e longobarda, appartenne ai vescovi di Vicenza, fu feudo della famiglia Conti fino a tutto il sec. XII e infine passò ai da Vivaro. Il castello di Montecchio ebbe grande importanza nel sistema difensivo degli Scaligeri, che nel 1338 concessero al paese di amministrarsi autonomamente. § Al tardo Seicento (con ampliamenti del sec. XVIII) risale la villa Stecchini-Nussi, che conserva un oratorio del 1738. La villa Badoer-Trissino, trasformazione cinquecentesca di un castello medievale, ospitò l'Accademia Ocriculana dell'umanista Giangiorgio Trissino. Nella parrocchiale (1731-61) sono conservati dipinti della scuola del Veronese. § L'agricoltura produce cereali, frutta, ortaggi, uva da vino e foraggi; si pratica l'allevamento bovino e suino. Il comparto manifatturiero opera nei settori metallico, meccanico, tessile, alimentare, della lavorazione del legno e dell'abbigliamento.