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Vicènza (città)

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capoluogo della provincia omonima, 39 m s.m., 80,46 km², 114.108 ab. secondo una stima del 2007 (vicentini), patrono: san Vincenzo di Saragozza (22 gennaio).

Generalità

Città del Veneto, situata in pianura ai piedi del versante settentrionale dei monti Berici, sulle sponde del fiume Bacchiglione, che, immediatamente a SE dell'abitato, riceve da destra il fiume Retrone. Nel nucleo del centro storico è tuttora possibile rilevare la regolare struttura della città romana, impostata sul decumanus maximus percorso dalla via Postumia, il cui tracciato è seguito attualmente dal corso Palladio, e sul cardo maximus, costituito dalle attuali contra' Porti e del Monte. Nel sec. X, sotto la pressione delle incursioni ungare, fu elevata una prima cinta di mura dal perimetro ellittico, che si sviluppò per lunghi tratti su possenti argini artificiali. In età comunale l'abitato ebbe una notevole espansione al di fuori della cinta muraria, specialmente a NW su entrambe le sponde del Bacchiglione, a NE sulla sinistra del fiume e a S ai piedi del monte Berico, dove alla fine del sec. VI si erano stanziati i Longobardi dando origine al borgo Berga. Nella seconda metà del sec. XIV, sotto gli Scaligeri, fu edificata una nuova e più ampia cerchia muraria. Dietro l'impulso del rinnovamento economico, politico e culturale che portò il dominio veneziano, nel periodo rinascimentale Vicenza assunse i caratteri distintivi della sua veste urbana, che si identificarono in gran parte con l'opera di Andrea Palladio. Poche furono le trasformazioni nei secoli successivi. Nel sec. XIX venne distrutto, nell'area dell'ex Macello, il porto fluviale, costruito nell'ambito delle operazioni di riassetto idraulico che portarono alla deviazione del fiume Retrone. Nel sec. XX si compì la nuova fase di espansione edilizia, intensificatasi dopo il secondo conflitto mondiale, specialmente a W, a N e a E. Nello stesso periodo, a SW, in direzione dell'autostrada Milano-Venezia, si sviluppò la moderna zona industriale. È sede vescovile.

Storia

Formatasi in età paleoveneta, Vicetia (o Vicentia, da vicus) ottenne da Roma il diritto latino nell'89 a. C. e fu in seguito dichiarata municipio da Cesare (49 a. C.). Sede di uno dei ducati longobardi, con i Franchi divenne comitato dipendente dalla marca del Friuli e poi da quella di Verona (sec. X). I vescovi, favoriti dalla politica degli Ottoni (sec. X), sopraffecero l'autorità dei conti, fino a quando i cittadini, ribellandosi al vescovo Tarengo, conquistarono l'autonomia comunale (ca. 1110). Tra le città che organizzarono la Lega della Marca Veronese contro il Barbarossa (1164), conobbe le lotte tra guelfi e ghibellini e le guerre con i comuni vicini, in particolare Padova. Presa da Ezzelino III da Romano (1236), passò poi dal dominio di Padova (1266) a quello di Verona (1311), dei Visconti (1387) e infine di Venezia (1404), a cui rimase fino alla caduta della repubblica (1797), salvo la breve occupazione imperiale (1509-1515) durante la guerra della Lega di Cambrai. Dopo le vicende napoleoniche fu inclusa nel Lombardo-Veneto (1815). Distintasi nei moti indipendentisti del 1848, entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1866. Sede di un comando tedesco durante la seconda guerra mondiale, subì violenti bombardamenti alleati.

Arte

Della città romana restano scarse testimonianze, tutte di età imperiale: due ponti, il foro e resti di edifici privati. Del periodo medievale il monumento più antico è la basilica dei Santi Felice e Fortunato, costruita nei sec. X-XII su fondazioni paleocristiane; l'interno, a tre navate, conserva notevoli mosaici pavimentali dei sec. IV-V. Tra le più numerose testimonianze del periodo gotico è la chiesa di Santa Corona (iniziata nel 1261 e terminata nel sec. XV), che conserva insigni opere d'arte (il Battesimo di Cristo di G. Bellini e l'Adorazione dei Magi del Veronese), nel cui complesso claustrale si trovano il Museo naturalistico e il Museo archeologico. Le chiese di Santa Maria in Foro o dei Servi (1407) e di San Lorenzo (1280-1334) conservano rispettivamente un'elegante porta rinascimentale del 1531 e un grandioso portale a ogiva strombato del 1342-44. Il duomo fu costruito fra i sec. XIV e XVI in forme tardogotiche, con abside e cupola rinascimentali. Numerosi gli edifici del sec. XV, nella cui prima metà prevalse l'architettura gotico-veneziana, di cui sono esempi i palazzi Da Schio, Porto-Breganze e le case Zen e Pigafetta; successivamente dominò l'influsso rinascimentale, di derivazione emiliana o lombarda, con i palazzi Angaran, Negri-De Salve e quello Vescovile, con loggia di Bernardino da Milano (1494). Dello Scamozzi, che a Vicenza nacque (1552-1616), è il palazzo Trissino, oggi sede del Comune. La massima caratteristica architettonica e urbanistica della città è comunque data dalle numerose opere del Palladio, cui si deve la sistemazione della piazza dei Signori, centro monumentale della città, con la splendida Basilica (già palazzo della Ragione) dalla solenne struttura classica che incorpora il preesistente edificio quattrocentesco, e la bella loggia del Capitanato. Altri capolavori palladiani sono il palazzo Chiericati, di forme solenni e classiche, i palazzi Iseppo da Porto, Valmarana, Thiene e il celebre Teatro Olimpico, ispirato ai teatri dell'antichità; compiuto dopo la morte di Palladio, il Teatro Olimpico, che costituisce il primo esempio di teatro moderno in Italia, fu inaugurato il 3 marzo 1585 ma subito costretto dalla Controriforma a interrompere le rappresentazioni, riprendendo le sue funzioni solo nel Novecento. Il centro storico della città e le ville palladiane nel 1994 sono state dichiarate dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Nei dintorni di Vicenza sorgela basilica di Monte Berico, oratorio gotico ampliato in forme barocche nel 1687-1703, in cui si conservano una Pietà di Bartolomeo Montagna e la Cena di san Gregorio Magno del Veronese. Notevoli anche la villa Valmarana (1668), con palazzina e foresteria affrescata dai Tiepolo, e la celebre villa Almerico-Capra, detta “La Rotonda”, uno dei capolavori del Palladio (terminata nella parte superiore dallo Scamozzi nel 1606), a pianta quadrata con cupola: simmetrica all'esterno e asimmetrica all'interno, si presenta ai quattro fronti con pronai ionici svettanti oltre il corpo centrale, preceduti da scalinate delimitate da balaustre.Nel palazzo Chiericati ha sede il Museo Civico che, oltre a raccolte archeologiche, conserva interessanti opere di pittura. Il Museo del Risorgimento e della Resistenza ha sede alla villa Guiccioli, nelle vicinanze di monte Berico. Rilevante è anche il patrimonio bibliotecario cittadino: la Comunale Bertoliana, fondata nel 1702 per volere di G. M. Bertolo e con la donazione della sua biblioteca privata, si è accesciuta nei secoli con importanti acquisizioni fino a raggiungere (2008) oltre 450.000 volumi.

Economia

Caratterizzata da un'elevata intensità industriale, Vicenza è una delle aree produttive più vivaci e dinamiche del Nordest. L'industria vede particolarmente sviluppati i settori tessile, conciario, calzaturiero, cartario-poligrafico, meccanico, del mobile e della lavorazione del legno, che affiancano quelli tradizionali dell'abbigliamento, della lavorazione della gomma, delle materie plastiche e dei minerali non metalliferi. Una tradizione secolare che si esprime sia in piccole botteghe artigiane sia in industrie (e che trova la vetrina in importanti manifestazioni fieristiche) è quella della lavorazione dei metalli preziosi, per la quale Vicenza ha meritato il titolo di “città dell'oro” e rinomanza internazionale. Il vivace comparto commerciale è rivolto sia ai prodotti industriali sia a quelli dell'agricoltura, di tipo intensivo e specializzata, che produce cereali, leguminose (piselli e fagioli), ortaggi (cipolle e pomodori in particolare), patate, barbabietole, soia e frutta, con netta preminenza di uva. Vicenza è inoltre centro di grande richiamo turistico.

Curiosità

Tra le numerose manifestazioni annuali che hanno luogo negli spazi della Fiera di Vicenza, ben cinque sono dedicate all'arte orafa (Vicenza Oro 1 e 2, Orogemma, Oromacchine e Salone internazionale dell'orologio).Alberto Sordi vi girò parte del film Il comune senso del pudore (1976). La città diede i natali al letterato Giangiorgio Trissino (1478-1550) e allo scrittore Antonio Fogazzaro (1842-1911).

Bibliografia

E. Candiago, Genti, storie, leggende della terra vicentina, Vicenza, 1958; F. e P. Barbieri, Vicenza. Storia di un'avventura urbana, Milano, 1983; A. Leoni, F. Bandini, Vicenza minima, Padova, 1990.