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Montechiaro d'Àcqui

comune in provincia di Alessandria (59 km), 560 m s.m., 17,51 km², 585 ab. (montechiaresi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro esteso sui colli che separano la Bormida di Spigno dal torrente Erro; sede comunale è Montechiaro Alto. Nel sec. XIII il territorio fu conteso tra Alessandria e i marchesi del Monferrato, ma nel 1284 si conquistò una propria autonomia. Nel 1441 fu occupato da Francesco Sforza, che lo affidò ai Del Carretto. Da questi passò agli Scarampi, quindi fu feudo dei marchesi di Canelli e dei Cavoretti di Belvedere. Nel sec. XVIII entrò nei domini sabaudi. § Il paese è diviso in due parti: la frazione Piana nel fondovalle e Montechiaro Alto, arroccato sulla collina, con edifici, voltoni e ripide stradine in arenaria inaccessibili al traffico automobilistico. La cinquecentesca chiesa di San Giorgio custodisce una Madonna della scuola del Maragliano. § Sulle colline predominano l'agricoltura (viti, cereali e foraggi) e l'allevamento (bovini, suini e capretto “montechiarese”), cui è legata la produzione di formaggi tipici. Nel fondovalle sono attive industrie nei settori alimentare e della lavorazione delle materie plastiche. § La prima domenica di maggio, con l'“Anciuada der castlan”, viene rievocato l'antico commercio delle acciughe salate.