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Montevago

comune in provincia di Agrigento (105 km), 380 m s.m., 32,46 km², 3108 ab. (montevaghesi), patrono: san Domenico (8 agosto).

Centro situato alla sinistra del fiume Belice. Fondato in epoca araba, fu sotto il dominio di vari feudatari, fra cui i Montecateno (fine sec. XIV) e i De Lubu, finché nel 1640 divenne possesso di Rutilio Scirotta, che ottenne dal re Filippo IV di Spagna il titolo di principe e la licentia populandi. In seguito appartenne ai principi Gravina e ai duchi di San Michele. § L'abitato, distrutto dal terremoto del 1968, venne ricostruito in una zona limitrofa. Il santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa madre e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo furono costruiti dopo il terremoto del 1968. Sussistono resti dell'antico borgo. § L'agricoltura produce uva da vino (santa margherita di Belice DOC), olive, cereali, frutta (fichi d'India) e agrumi. I vasti pascoli favoriscono l'allevamento ovino. L'industria è presente nei settori lattiero-caseario e dei materiali da costruzione (bitumi e cemento). § A poca distanza dal paese si trova la rinomata stazione termale di Acqua Pia.