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Mormile

antica famiglia napoletana nota dal sec. XII. Andrillo (sec. XIV-XV) ottenne da Ladislao di Durazzo la gabella del passo dell'Abruzzo, divenendone poi il viceré; Annecchino (sec. XIV-XV), figlio di Andrillo, ebbe da Ladislao e poi dalla regina Giovanna II importanti cariche. Francesco (sec. XIV-XV), fratello di Annecchino, fedele a Ladislao e a Giovanna II, fu strenuo oppositore di Sergianni Caracciolo, schierandosi con Muzio Attendolo Sforza; imprigionato da Caracciolo, fuggì per ritornare a Napoli nel 1423 a combattere contro gli Aragonesi. Al servizio di Ferdinando I d'Aragona fu un secondo Annecchino, che fece costruire ad Aversa un lebbrosario; e Berardino (sec. XV) fu fedele al re durante la Congiura dei baroni; Troiano (m. 1549), distintosi in guerra contro Carlo VIII, da cui fu fatto prigioniero (1495), fu poi messo a governare, da Ferdinando il Cattolico, il Principato Citra e la Basilicata, riuscendo a reprimervi il banditismo. Nel Seicento fu acquistato dai Mormile il fondo di Campochiaro, che rimase alla famiglia come ducato. Tra gli esponenti che hanno dato lustro alla famiglia figura Ottavio, duca di Campochiaro.