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Nùvole, Le-

(greco Nephélai). Commedia di Aristofane, sostanzialmente una satira, grottesca e caricaturale, della filosofia sofistica che il conservatore Aristofane avversava ma che in Atene, a quel tempo, molti sostituivano alle ragioni del buon senso tradizionale. Nella commedia, Strepsiade, gravato dai debiti che la moglie e il figlio Filippide hanno contratto per la loro passione della vita elegante e dei cavalli, si reca da Socrate che vive nel “pensatoio” (una cesta appesa sulla testa dei discepoli) per apprendere l'arte di non pagare i debiti. Ascolta la lezione del maestro ma non capisce niente e chiama al suo posto il figlio Filippide il quale, invece, impara assai bene come ci si deve comportare e arriva a picchiare il padre dimostrandogli di avere ragione. Strepsiade non può far altro che incendiare il “pensatoio” mentre un coro di nuvole, simbolo delle inconsistenti speculazioni filosofiche, commenta la vicenda. § La commedia fu rappresentata per la prima volta in Atene alle feste Lenee del 423 a. C. in una versione diversa da quella che si conosce (un rifacimento dello stesso autore di cui si ignora la data della prima rappresentazione). In epoca moderna la commedia è stata occasionalmente ripresa in teatri come quelli di Siracusa e di Ostia Antica ed è servita da pretesto a rielaborazioni di modesto rilievo come Les nuées (1907) di Sacha Guitry e Nuvolinaria (1942) di Giovanni Mosca.

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