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Nizon, Paul

scrittore svizzero (Berna 1929). Dopo aver esordito con Die gleitenden Plätze (1959; I posti che scivolano via) ha descritto in Canto (1963) la vita piatta e regolata della sua Berna messa a confronto con quella tanto decantata di Roma, dove Nizon ha soggiornato prima di trasferirsi a Parigi. In Diskurs in der Enge (1970; Elucubrazioni sulla ristrettezza) Nizon, che è anche storico dell'arte, denuncia il difficile rapporto tra la Svizzera e i suoi artisti, spesso costretti a lasciare il Paese, troppo “angusto” e loro ostile. Una presa di distanze dalla borghesia, dai suoi compromessi, dalle sue convenzioni che salvano solo una facciata d'indifferenza è Im Hause enden die Geschichten (1971; In casa finiscono le storie), mentre in Stolz (1975; Orgoglio), il più fortunato dei suoi romanzi, affronta il tema dell'autodistruzione e delle sue connessioni con il processo creativo. In Das Jahr der Liebe (1981; L'anno dell'amore) Nizon tratta, in un'ottica più serena, il problema della vita dell'artista, canta il fascino delle donne e di Parigi, sua città d'adozione. Di notevole spessore è Die Innenseite des Mantels (1995; L'interno del cappotto), un diario intimo impregnato della densa atmosfera parigina, sinonimo per lui della poesia del vivere quotidiano. Un inno alla sinfonia della grande città e alla libertà che, a forti dosi, può anche saturare, e al suo cane, compagno di tante escursioni e fughe, suo inseparabile alter-ego, è il romanzo Hund. Beichte am Mittag (1998; Cane. Confessione a mezzogiorno), un testo leggero e al tempo stesso di profonda intensità poetica.

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