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Novalésa

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comune in provincia di Torino (61 km), 828 m s.m., 28,24 km², 549 ab. (novalicensi), patrono: santo Stefano (26 dicembre) e sant’ Eldrado (13 marzo).

Generalità

Centro della valle del torrente Cenischia, situato in una conca dominata a E dal Rocciamelone. L'abitato, che conserva caratteristiche medievali, si estende a cavallo del Cenischia.

Storia

Uno dei primi agglomerati del Neolitico, come attestano alcuni ritrovamenti, fu castrum romano e, fino all'apertura della strada napoleonica, centro d'appoggio per i viaggiatori che varcavano il Moncenisio. La sua importanza derivò dall'essere sede di un'abbazia benedettina che, fondata nel 726 da Abbone di Susa, fu dotata di vasti possedimenti ed esercitò una larga influenza su tutta la valle di Susa. Nelle lotte tra Longobardi e Franchi parteggiò per Carlo Magno, che vi soggiornò nel 773. Nel sec. IX raggiunse il massimo fulgore, vantando una biblioteca di circa 8000 codici ed estendendo il suo dominio su vastissimi territori. Distrutta nel 906 dai Saraceni, risorse in breve tempo, ma senza più eguagliare l'antico splendore. Chiusa nel periodo napoleonico, fu abbandonata definitivamente dalla comunità religiosa nel 1855. Dal 1973 è stata nuovamente affidata alla custodia dei benedettini.

Arte

La parrocchiale di Santo Stefano conserva la teca di Sant'Eldrado, opera d'arte romanica del sec. XII, in legno ricoperto di lamina d'argento lavorato a sbalzo e cesello, che conterrebbe le reliquie del santo, superiore dell'abbazia nel sec. IX; custodisce anche un polittico gotico quattrocentesco a sei scomparti e diverse tele secentesche.

Economia

L'economia si fonda sull'allevamento, che alimenta la produzione lattiero-casearia, e sul turismo.

Dintorni

Poco distante dall'abitato si trova l'abbazia romanica che, profondamente modificata in epoche diverse, conserva alcune parti della struttura originaria; sparse nel parco sorgono le quattro cappelle (sec. VIII-XI) di Santa Maria Maddalena, di San Pietro, di San Salvatore e di Sant'Eldrado, quest'ultima ornata da un importante ciclo di affreschi bizantineggianti di incerta datazione.Nel complesso abbaziale è attivo il Centro del Restauro del libro, dove si insegna e si pratica questa antica arte.

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