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Novara di Sicìlia

comune in provincia di Messina (75 km), 650 m s.m., 48,54 km², 1731 ab. (novaresi), patrono: sant’ Ugo (14-16 agosto).

Centro situato nel settore occidentale dei monti Peloritani, ai piedi della rocca Novara o Salvatesta (m 1340), presso lo spartiacque fra la costa ionica e quella tirrenica. L'abitato sorge appoggiato a un dirupo calcareo a dominio di una profonda valle che scende fino al mar Tirreno. Citato come Nucaria nel 1144, fu a lungo possesso demaniale. Appartenne a Ruggero di Lauria, a Matteo Palizzi, agli Alagona e ai Gioieni. Fino ai primi decenni del sec. XX fu importante luogo di transito sul percorso che collega le due coste, attraverso il passo di Portella Pertusa.§ La chiesa di Santa Maria, detta “la Badia”, conserva un lavabo bronzeo francese (sec. XIII), un grande vaso ispano-moresco di argilla gialla e una tavola cinquecentesca. Il palazzo comunale (ex oratorio di San Filippo Neri) è secentesco. La chiesa di San Giorgio (sec. XVII) è a tre navate; il duomo è l'ampliamento cinquecentesco di una precedente chiesetta. Nel paese ha sede un Museo Etnografico, con attrezzi e fotografie relativi ai mestieri tradizionali della zona.§ L'agricoltura produce olive, uva, agrumi, cereali e nocciole. È diffuso l'allevamento di ovini, caprini, bovini e bufali. § Sulla rocca Salvatesta sono i resti di un insediamento bizantino. Nel Riparo di Sperlinga, presso la frazione San Basilio, è venuto alla luce un sito preistorico risalente al Mesolitico.

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