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Oken, Lorenz Ockenfuss detto-

biologo e naturalista tedesco (Bohlsbach, Baden, 1779-Zurigo 1851). Dopo aver insegnato nelle università di Jena e Monaco, lasciò la Germania per motivi politici e si stabilì a Zurigo (1832). A partire dal 1817 pubblicò la rivista Isis. Esponente tra i più noti dei filosofi della natura, nel suo Lehrbuch der Naturphilosophie (1809-11; Trattato di filosofia della natura) suppose che le varie specie di organismi viventi fossero tutte composte delle stesse unità materiali, o vescichette mucose infusoriali, che continuavano a vivere dopo la morte dell'organismo cui avevano appartenuto e venivano a far parte di un'altra creatura. Tale idea godette di una certa popolarità in Germania durante i primi anni del sec. XIX e, unitamente allo studio microscopico delle strutture delle piante e degli animali, portò allo sviluppo della teoria cellulare. Come filosofo subì dapprima l'influsso della filosofia della natura dello Schelling, rifiutando però la sua svolta mistica e teosofica. Concependo la natura come un tutto organico unico, che esplica in sé l'eterna trasformazione di Dio, approdò al panteismo. Altra opera: Über das Universum als Fortsetzung des Sinnenssystem (1808; Sull'universo come continuazione del sistema di pensiero).

Bibliografia

R. Zaunick, M. Pfannenstiehl, Oken und Goethe, Lipsia, 1941; H. Bräuning Oktavio, Oken und Goethe im Lichte neuer Quellen, Weimar, 1959; P. Smit, Lorenz Oken Een Tijdsbeeld, in “Scientiarum Historia”, 1964; idem, Lorenz Oken (1779-1851), in “Scientiarum Historia”, 1968; P. Karlson, A Critical Study of the Ideas of Lorenz Oken, Oxford, 1983.

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