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Haeckel, Ernst Heinrich

biologo e filosofo tedesco (Potsdam 1834-Jena 1919). È il maggior sostenitore e divulgatore del monismo evoluzionistico. Iniziò con studi di zoologia marina dopo aver seguito per un anno l'insegnamento di J. Müller a Berlino. Seguace della teoria di Darwin, in base a essa tracciò un ambizioso programma di rinnovamento della biologia che espose nell'opera Generelle Morphologie der Organismen (1866; Morfologia generale degli organismi). In quest'opera introdusse molti nuovi termini tecnici, alcuni dei quali (per esempio “ecologia”) ebbero poi fortuna. Affermò la coincidenza della filosofia con la stessa scienza, articolata in morfologia chimica e fisica aventi come oggetto la triade forma, materia, forza. Il suo specifico contributo alla dottrina dell'evoluzione riguarda la morfologia, sviluppatasi già dal periodo romantico e teorizzata soprattutto da J. W. Goethe. Riprendendo il tema del parallelismo fra scala naturale degli organismi e fasi di sviluppo del singolo individuo, espresse in forma compiuta la famosa legge biogenetica fondamentale secondo cui “la ontogenesi è una ricapitolazione abbreviata e incompleta della filogenesi”. Attraverso la ricerca embriologica è possibile quindi realizzare lo scopo fondamentale della nuova biologia evoluzionistica, cioè la costruzione degli alberi genealogici che tracciano la storia di tutti gli organismi estinti; questa impostazione, per quanto successivamente criticata, influenzò profondamente le ricerche biologiche durante la fine del sec. XIX. Oltre a diverse opere in cui espose le sue ricerche sistematiche sulle forme animali, famosi furono gli scritti in cui divulgò la teoria dell'evoluzione. Nelle opere Natürliche Schöpfungsgeschichte (1866; Storia naturale della creazione) e Anthropogenie (1874; Antropogenia) proclamò l'origine animale dell'uomo suscitando violente polemiche e procurandosi l'appellativo di “professor scimmia”; vedi anche aforisma di Haeckel. Nel 1877 sostenne la necessità di introdurre la teoria darwiniana nell'insegnamento scolastico, scontrandosi con R. Virchow, che riteneva tale teoria non del tutto provata e contenente pericolose tendenze al socialismo. Nell'opera Die Welträtsel (1899; Gli enigmi dell'Universo), che ebbe grande successo, concepì l'uomo, l'anima, il mondo e Dio come espressione di un'unica sostanza che si manifesta nelle infinite forme sensibili dell'Universo e, richiamandosi al monismo di Spinoza, dichiarò che materia e spirito, quest'ultimo identificato con l'energia dei corpi, sono due attributi della sostanza. Pur essendo filosoficamente grezza, quest'opera contribuì come poche altre alla diffusione di un'ideologia laica e materialista in vasti strati sociali e costituì un'ultima espressione del materialismo dogmatico ottocentesco attorno a cui si era combattuta una lotta più politica che filosofica per l'egemonia culturale delle masse.

G. Heberer, Ernst Haeckel und seine wissenschaftliche Bedeutung, Tubinga, 1934; J. Hemleben, Ernst Haeckel, Amburgo, 1964; D. H. de Grood, Haeckel's Theory of the Unity of Nature, Boston, 1965; S. Schweinfurth, Ernst Haeckel, Berlino, 1982.