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Olcenéngo

comune in provincia di Vercelli (10 km), 149 m s.m., 16,50 km², 607 ab. (olcenenghesi), patrono: santi Quirico e Giulitta (terza domenica di luglio).

Centro posto alla destra del torrente Elvo. Citato nel 962 tra le pievi della diocesi di Vercelli, nel 1152 fu donato, con altre terre, dall'imperatore Federico I al conte di Biandrate; nel 1170 passò agli Avogadro. Entrato nei possessi dei Savoia, fu smembrato e venduto agli Arona (1596), cui rimase fino al 1722, quando ne entrò in possesso Francesco Antonio Ricca.§ Ai margini del paese sono visibili i resti della torre medievale del castello degli Avogadro, adibito a casa colonica. Nella parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, trasformata verso la fine dell'Ottocento, si trova un affresco del sec. XIII.§ L'economia si basa sull'agricoltura (riso, ortaggi, frutta e foraggi) e l'allevamento bovino e suino. Sono attive imprese meccaniche. Produzione caratteristica è quella dei “salam d'la duja”, salumi stagionati ricoperti di grasso d'oca in recipienti di terracotta (duja nel dialetto locale).

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