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Oliveira, Manoel de

regista cinematografico portoghese (Oporto 1908-2015). Dopo il cortometraggioDouro, faina fluvial (1930) e il lungometraggio a soggetto Aniki-Bobó (1941), produsse e curò da solo gli altri poemi e poemetti semidocumentari (O pintor e a cidade, 1956; O pâo, 1959; Acto da primavera, 1962) e il cortometraggio A caça (1963; La caccia), degno di Buñuel, cui Oliveira si avvicinò anche nella commedia di costumi borghesi O passado e o presente (1971). Realizzò poi la grande trilogia letteraria Benilde o la vergine-madre (1975), da un testo teatrale di J. Régio; Amor di perdizione (1978), da un romanzo popolare di C. Castelo Branco, e Francisca (1980), dal romanzo Fanny Owen di A. Bessa-Luìs. Nel 1984 pose mano alla trasposizione cine-televisiva del poema drammatico di P. ClaudelLa scarpetta di raso, di ambiente storico, presentata in anteprima nel 1985 al Festival di Cannes. Dopo aver girato Mon Cas (1986), A Bandeira nacional (1987), Non, la vanagloria del comandare (1990), Oliveira realizzò l'opera forse più impegnativa e riuscita, A Divina Comoedia (1991), premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. Ampi consensi ricevettero Vale Abraao, presentato al Festival di Cannes nel 1993 e La valle del peccato (1994). Negli ultimi anni diresse I misteri del convento (1995), Party (1996), Viaggio al principio del mondo (1997), che fu l'ultimo film interpretato da M. Mastroianni , La lettera (1999), Parole e utopia (2000), Ritorno a casa (2001) e Il principio dell'incertezza (2002). Nell'edizione del 2003 della Mostra del cinema di Venezia presentò Un film parlato, mentre in quella del 2004 fu premiato con il Leone d' Oro alla carriera, dove presentò anche Il quinto impero. Nel 2005 portò alla Mostra del cinema di Venezia O espelho magico, nel 2006 Belle toujours e nel 2007 Cristoforo Colombo, l'enigma. Nel 2008 ricevette la palma d'oro alla carriera al Festival di Cannes, dove nel 2010 presentò O estranho caso de Angélica.

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