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Ollastra

comune in provincia di Oristano (14 km), 23 m s.m., 21,52 km², 1274 ab. (ollastrini), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro situato alla sinistra del fiume Tirso. Di origine nuragica, dal sec. XI al sec. XV seguì le vicende del Giudicato d'Arborea di cui fece parte. Sotto la dominazione spagnola divenne feudo regio, poi (1767) fu incorporato nel Marchesato d'Arcais, possesso dei Flores Nurra, cui rimase fino al 1839, quando vennero aboliti i feudi.§ La secentesca parrocchiale di San Sebastiano, in stile gotico-aragonese, ha pianta a croce latina, abside quadrangolare e volta a crociera, con costoloni in rilievo terminanti su mensole in pietra che raffigurano visi di angeli. Nel paese sorgono anche le chiese di Santa Severa (sec. XV), che conserva tracce di età paleocristiana, e quella di San Marco (sec. XV), a tre navate separate da pilastri a base quadrangolare e cripta cinquecentesca, cui si accede dall'esterno.§ L'economia si basa sull'allevamento ovino, caprino e bovino, e sull'agricoltura, che produce cereali, ortaggi e uva.§ Durante la festa per il santo patrono viene allestito un grande carro su cui frasche e tronchi sono disposti a formare S’arroda de is pinnacciusu, ovvero la ruota del pavone che verrà bruciata per tutta la notte. Su un colle, nei dintorni, sorge la chiesetta dedicata a San Costantino, per la cui struttura, a navata unica e copertura a capanna con assi in legno, sono stati usati i ruderi della vicina chiesa di Santa Vittoria, che sorgeva sulle sponde del fiume Tirso.

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