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Orciano di Pésaro

comune in provincia di Pesaro e Urbino (41 km da Pesaro), 264 m s.m., 23,78 km², 2268 ab. (orcianesi), patrono: santa Caterina (25 novembre).

Centro su una collina, tra le valli dei fiumi Metauro e Cesano. Nel sec. VIII fece parte dell'Esarcato di Ravenna, poi fu ceduto all'abbazia di San Paterniano di Fano. Passò in feudo agli Ubaldini di Città di Castello e fu sotto la signoria dei Malatesta dal 1306 al 1356, anno in cui il cardinale Albornoz lo restituì a Fano. Nel 1550 fu infeudato ad Antonio Landriano e poi al conte Pietro Bonarelli di Ancona; nella seconda metà del sec. XVI tornò sotto il dominio dei signori di Urbino. Nei sec. XVIII e XIX fu sede dell'Accademia dei Tenebrosi.§ Nel centro, con resti delle mura trecentesche, vi sono la chiesa di Santa Maria Novella, attribuita a Baccio Pontelli, con un portale in pietra forse progettato da Raffaello, e decorata da stucchi di Federico Brandani; attigua è la torre Malatestiana (o Comunale) del 1348, ma rifatta da Pontelli nel 1492.§ L'agricoltura dà cereali, foraggi per l'allevamento bovino e suino, ortofrutta e uva. Discreta è l'industria dei materiali da costruzione e metalmeccanica. È centro di turismo con buone strutture alberghiere e per il tempo libero.§ Vi nacque lo scultore Giò Pomodoro (1930-2002).

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