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Ortheil, Hanns-Josef

scrittore tedesco (Colonia 1951). La storia della Germania Occidentale dalla seconda guerrra mondiale ai nostri giorni è una presenza costante in tutta la produzione di Ortheil, che ha esordito nel 1979 con il romanzo Fermer, nel quale descrive il dramma di una generazione costretta a scegliere tra l'adeguamento alle convenzioni sociali e un radicale rifiuto dell'ordine costituito. Una continua riflessione sul nazionalsocialismo, sui rapporti con la generazione dei padri caratterizza sia il racconto Hecke (1983; La siepe) che il romanzo Schwerenöter (1987; Il cascamorto). Nel romanzo Agenten Ortheil descrive invece l'ambiente degli yuppies degli anni Ottanta, per poi affrontare il tema delle rivoluzioni nei Paesi dell'Est in Abschied von den Kriegsteilnehmern (1992; L'addio dei combattenti), che si sviluppa parallelamente a una ricerca personale delle sue radici familiari. Carattere prevalentemente autobiografico hanno gli ultimi lavori, tra cui si ricordano il volume in prosa Das Element des Elephanten. Wie man schreiben begann (1994; L'elemento dell'elefante. Come si è iniziato a scrivere) e il romanzo Blauer Weg (1996; Via blu) in cui racconta esperienze ed emozioni intime sotto forma di diario.

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