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Ortonòvo

comune in provincia di La Spezia (31 km), 64 m s.m., 13,81 km², 8348 ab. (ortonovesi), patrono: Madonna del Mirteto (8 settembre).

Centro esteso nella valle del torrente Parmignola, a NE della foce del fiume Magra, in posizione dominante la bassa Lunigiana; sede comunale è Cassano di Ortonovo. Il borgo si formò dopo il Mille, quando l'impaludamento e la diffusione della malaria indussero gli abitanti di Luni a trasferirsi all'interno. Fu possesso dei vescovi di Luni che vi fecero costruire un castello. Dal 1253 seguì le sorti di Sarzana e passò alla Repubblica di Genova nel 1407.§ Il santuario della Madonna del Mirteto (sec. XVI) presenta, nella lunetta della porta centrale, un bassorilievo cinquecentesco di anonimo marmoraio carrarese, influenzato dallo stile di Michelangelo. La chiesa abbaziale di San Lorenzo, con facciata settecentesca, è affiancata da un torrione circolare adibito a campanile. In località Casano la chiesa di San Martino, costruita con marmi provenienti da Luni, ha un campanile del sec. X.§ L'economia si basa sull'agricoltura (uva da vino, ortaggi, frutta, olive, foraggi, cereali), l'allevamento bovino e l'industria, attiva nei comparti tipografico, delle materie plastiche e della lavorazione del marmo (in congiunzione con il comprensorio di Carrara). Notevole il turismo legato all'archeologia.§ Vi nacque il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919). Nei dintorni è Luni, antica città etrusca, poi (177 a. C.) avamposto romano contro i Liguri Apuani e importante porto in età bizantina. La città fu abbandonata dopo il Mille, per l'interramento del porto e la malaria.

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