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Ovìglio

comune in provincia di Alessandria (13 km), 107 m s.m., 27,31 km², 1294 ab. (ovigliesi), patrono: santi Felice e Agata (prima domenica di agosto).

Centro dell'Alto Monferrato, situato sulla sinistra del torrente Belbo presso la confluenza con il fiume Tanaro. Di antica origine (probabilmente ligure), nell'850 fu ceduto dall'imperatore Corrado I al monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Nel sec. XII contribuì alla fondazione e al popolamento di Alessandria, di cui seguì le sorti per un certo periodo. Agli inizi del sec. XV passò sotto il dominio milanese e alla metà di quello stesso secolo entrò a far parte del Marchesato del Monferrato. Feudatari locali furono i Simonetta, i Fieschi, i Perboni e, dal 1762, i Solaro di Savona.§ Il castello Calcamuggi risale forse al sec. XIV; completamente restaurato, insieme al parco che lo circonda, è sede di manifestazioni. La parrocchiale dei Santi Felice e Agata conserva la facciata e parti dell'originaria struttura medievale.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, ortaggi, frutta, barbabietole da zucchero e foraggi); si pratica l'allevamento. L'industria opera nei settori dell'arredamento, dei prefabbricati e meccanico (capannoni in acciaio).

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