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P'eng Chen

uomo politico cinese (Ch'uwu, Shansi, 1902-Pechino 1997). Di famiglia contadina, aderì nel 1923 al PCC intraprendendo subito dopo un'intensa attività politico-organizzativa. Tra il 1937 e il 1942 divenne segretario dell'ufficio del PCC per la regione di confine Shansi-Chahar-Hopei e dal 1943 iniziò a dirigere la sezione organizzativa del PCC: avrebbe ricoperto tale carica fino al 1953. Al VII Congresso del PCC la posizione di rilievo assunta da P'eng Chen all'interno del partito ebbe riconoscimento ufficiale nella sua elezione a membro del Comitato Centrale del PCC e, al I plenum della VII sessione del Comitato Centrale, a 15º membro del Politburo del PCC. Nel 1951 divenne sindaco di Pechino. Nel settembre 1956 all'VIII Congresso del PCC fu rieletto al Politburo e alla Segreteria Centrale del partito, nella cui gerarchia venne a occupare un posto immediatamente inferiore a Teng Hsiao-p'ing. A partire da quello stesso anno P'eng Chen svolse pure un ruolo rilevante negli affari esteri e compì numerosi viaggi in Paesi stranieri. Nel 1956 si recò in Italia come capo della delegazione cinese all'VIII Congresso del PCI; nel 1960 in Romania dove sferrò un durissimo attacco alla politica revisionista di Tito. A Mosca nell'ottobre 1961, al XXII Congresso del PCUS, sostituì Chou En-lai come capo della delegazione cinese quando questi abbandonò bruscamente il Congresso per esprimere il proprio dissenso verso la politica di Chruščëv. Ma dopo il varo ufficiale da parte di Mao Tse-tung nella prima rivoluzione culturale nel settembre 1965, P'eng Chen ne divenne in breve uno dei principali bersagli, e il 3 giugno 1966 venne rimosso da ogni incarico ufficiale. Riabilitato nel 1979, è stato riammesso nel Politburo ed è stato nominato vicepresidente dell'Assemblea Nazionale del Popolo, di cui ha detenuto anche la presidenza dal 1983 al 1988. Nel 1989, in occasione della sanguinosa repressione militare delle proteste studentesche culminata con lo sgombero della piazza T'ien-an-Mên, P'eng Chen, pur difendendo la linea adottata dalle autorità di Pechino, aveva manifestato la sua riluttanza nei confronti della violenta soluzione scelta da Teng Hsiao-p'ing.

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