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Pàdria

comune in provincia di Sassari (58 km), 304 m s.m., 48,03 km², 836 ab. (padriesi), patrono: santa Giulia (22 maggio).

Centro del Logudoro, situato fra i rii Muzinu e sa Puntigia, tributari di sinistra del fiume Temo. Di origine preistorica, fu fortificazione punica e stazione romana col nome di Gurulis Vetus. Dal sec. XI fu capoluogo della curatoria di Cabu Abbas, compresa nel Giudicato di Torres, che nel 1255 passò ai Doria. Ceduto ai giudici d'Arborea (1339), prese parte alla guerra contro gli Aragonesi, che lo conquistarono nel 1436 e, nello stesso anno, lo diedero in feudo a Pietro Ferrer. Sotto il dominio spagnolo fu possesso di diversi signori e infine passò agli Amat, cui rimase fino al 1839, anno dell'abolizione del regime feudale. § Le maggiori testimonianze dell'epoca punica e romana sono raccolte nel Museo Civico Archeologico, presso il municipio. Al periodo aragonese risale la chiesa di Santa Giulia (1520), con campanile cuspidato e facciata in arenaria che presenta un prospetto stretto fra due contrafforti obliqui e ornato, fra portale e rosone, da una cornice di archetti trilobi. § L'agricoltura produce uva da vino (cannonau di Sardegna DOC), olive, ortaggi e frutta. È diffuso l'allevamento ovino e caprino. § In località Palattu sono tratti di un bastione murario forse di età punica. Ai piedi della collina di San Giuseppe è stato rinvenuto un santuario votivo frequentato probabilmente dal sec. III a. C. al sec. III d. C., con numerosi ex voto fittili di pregevole fattura.