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Pállis, Aléxandros

filologo e poeta greco (Pireo 1851-Liverpool 1935). La sua preparazione filologica e l'amore dei classici uniti a un costante interesse per la realtà (Poesie per bambini, 1889) lo portarono a tradurre in lingua demotica e in decapentasillabi l'Iliade (1892-1904), magnifica attuazione (non, comunque, immune da eccessi) delle teorie di Psicharis, assimilate all'estero, lontano dalle polemiche linguistiche divampanti in terra greca. La sua successiva traduzione degli Evangeli (1902) lo coinvolse direttamente in un'accesa polemica sull'uso della lingua greca e provocando in Atene tumulti popolari fra gli appartenenti alle opposte fazioni di katharevusiani e demoticisti.