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Pärt, Arvo

compositore estone (Paide 1935). Studiò composizione presso il conservatorio di Tallinn sotto la guida di Heino Heller, e dal 1958 al 1967 lavorò come tecnico del suono e compositore di musica per cinema e televisione nella sezione musica della radio nazionale estone, dove, nonostante l'isolamento dalla musica occidentale contemporanea dettato dal regime sovietico, ebbe l'opportunità di allargare i propri orizzonti e porsi all'avanguardia della musica estone. Il suo primo lavoro per orchestra (Nekroloog, 1960) fu infatti il primo nel suo paese a utilizzare il metodo dodecafonico di A. Schönberg. Continuò a sperimentare le tecniche seriali in successive composizioni (Prima e Seconda Sinfonia (1964, 1966) e Perpetuum Mobile, 1963), ma, insoddisfatto del rigore imposto da regole tanto rigide, passò a una breve sperimentazione della tecnica del collage (Collage sul tema B-A-C-H (1964), Credo, 1968). Seguì un lungo silenzio per indagare a fondo il canto gregoriano e la musica antica (a quel periodo risale la Terza Sinfonia, scritta nel 1971 e ispirata alla prima musica polifonica europea), dal quale sarebbe riemerso nel 1977 (Tabula rasa per due violini, pianoforte e archi), con una trasformazione così radicale da far sembrare i lavori precedenti scritti da altro compositore. Definì la sua nuova tecnica tintinnabuli (latino 'piccole campane') e si persuase che la semplice monodia sia in grado di esprimere una gamma infinita di vibrazioni interiori, utili a ritrovare il proprio Io. Dopo Fratres (1977), componimento orchestrale trascritto per violino e pianoforte, la sua musica ascetica iniziò a incontrare un successo crescente nel mondo: De Profundis (1980), Passio (1982), Te Deum (1984), Miserere (1989), Beatitudines (1990), Litania (1994). Costretto a lasciare il suo paese nel 1980, Pärt si trasferì a Vienna, dove prese la cittadinanza austriaca, e a Berlino, dove vive e lavora.

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