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collage

sm. francese Applicazione su una superficie di ritagli di carta, stoffa, materiali vari, come elementi di una composizione pittorica. Fig., mescolanza di elementi disparati: un collage di idee. § La tecnica del collage tende a istituire un legame più stretto fra la realtà e il quadro, il quale viene in tal modo a essere partecipe di essa anche da un punto di vista materico. Il collage fu usato inizialmente dai cubisti – da Braque e Picasso già nel 1911 (G. Braque, Le Courrier, 1913, Filadelfia, Museum of Art); Juan Gris utilizza pagine di libri, spartiti musicali, frammenti di giornale – e dai futuristi (a partire dal 1914 da Carrà, Prampolini, Soffici, Sironi, ecc.). Tra il 1916 e il 1922 nacquero i dadakollages di Arp, Picabia, Duchamp, Man Ray, Schwitters, definiti questi ultimi Merzbilder (K. Schwitters, Merz 94, 1920, Zurigo, collezione E. Neuenschwander), e negli anni Trenta i collages surrealisti di Max Ernst, Miró, Tanguy, ecc. Nei movimenti fin qui citati, tuttavia, l'elemento materico resta subordinato a uno schema compositivo preordinato. A una vera e propria identificazione fra spazio reale e spazio del quadro si volge, invece, dopo il 1945, l'informale, che realizza opere di natura variamente polimaterica passando dai materiali “poveri” (A. Burri, Sacco n. 5, 1953, proprietà dell'artista) ai tessuti vegetali (Crippa), alle lamine metalliche (Marca-Relli), ecc. Negli anni Sessanta, con il neodadaismo e la pop art, si hanno nuove edizioni degli assemblages dada (tipico il combine-painting di Rauschenberg), un'originale versione dei quali è rappresentata dai décollages (M. Rotella, Hains, Aesbacher, ecc.) costruiti con frammenti di manifesti vari che del collage evocano soltanto l'aspetto formale. Il collage o l'assemblage sono stati sperimentati da numerosi artisti con intenti diversi. Interessanti i collages costruiti dagli scultori (Wostan, Chillida, Fachard, ecc.), che introducono nel gioco delle forme una dimensione plastica. Il collage appare come l'elemento organico della ristrutturazione dell'immagine e in questo senso corrisponde a uno stadio più sintetico della visione.