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Pannònio, Giano

italianizzazione del nome umanistico (Janus Pannonius) del poeta ungherese in lingua latina Janos Csezmicei noto anche col nome serbo-croato di Ivan Česmicki (Eszék 1434-in viaggio per l'Italia 1472). Lo zio materno, l'arcivescovo Vizéz, lo fece studiare nella scuola ferrarese di Guarino da Verona e all'Università di Padova, dove ottenne la laurea nel 1458 in diritto canonico. Tornato in patria, divenne vicario di Varadino e poi vescovo di Pécs (Cinquechiese). Da Mattia Corvino ebbe mansioni anche nella cancelleria reale di Buda e come legato del re in Italia (1465). Immischiato in una cospirazione contro Mattia Corvino, tentò la fuga in Italia, senza giungervi. Compagno di scuola di famosi umanisti italiani e stranieri, Pannonio è completamente inserito nell'atmosfera estetico-letteraria del suo tempo; per il contenuto di alcuni suoi componimenti, specie elegie ed epigrammi, è portavoce della realtà cinquecentesca dell'Ungheria e delle idee politiche di Mattia Corvino. La sua produzione poetica comprende il poemetto Eranemos ossia Concertatio ventorum, cinque panegirici, una trentina di elegie e quattro centinaia di epigrammi, la maggior parte composta durante i suoi soggiorni in Italia. Dalla sua penna il latino umanistico sgorga con la freschezza e la malleabilità di una lingua materna.