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Peloponnesìaca, Léga-

nome dato dai moderni (i Greci dicevano: “Gli Spartani e i loro alleati”) all'organismo politico creato da Sparta per coordinare le alleanze contratte bilateralmente con le maggiori città del Peloponneso (Tegea, Orcomeno, Mantinea, Fliunte, Trezene, Corinto, Sicione). Scopo principale di tali alleanze era l'isolamento degli Argivi, gli unici che potessero seriamente contrastare, dopo la definitiva sottomissione a Sparta dei Messeni, la candidatura di Sparta all'egemonia nel Peloponneso. La data di fondazione della lega (che non era una sympolitéia, cioè una lega di tipo federale, ma una symmachía, cioè un'alleanza permanente, di carattere difensivo, sotto l'egemonia di Sparta) non è nota: la prima riunione dell'assemblea federale attestata è del 506, ma la lega doveva già esistere nel 524, quando Sparta intervenne a fianco di Corinto, minacciata nei suoi traffici, contro Policrate di Samo. Formata di città doriche e non doriche, a regime per lo più oligarchico, la lega ne rispettò originariamente l'autonomia e non ne vincolò, salvo che per motivi di comune difesa, la politica estera. Tale rimase l'impostazione della lega nel corso del sec. V, sino allo scontro con Atene, contro la quale Sparta e i Peloponnesiaci poterono atteggiarsi a difensori delle autonomie cittadine. Dopo la vittoria del 404, soprattutto per influenza di Lisandro, la situazione cambiò e la lega si trasformò da symmachía in impero di Sparta. Le città alleate subirono presidi spartani e furono costrette a sottomettersi in tutto alle direttive di Sparta. La battaglia di Leuttra (371) dette un colpo gravissimo all'egemonia spartana e alla fedeltà degli alleati sudditi di Sparta: la pace del 371 costrinse Sparta a riconoscere l'autonomia degli alleati e di fatto, se non di diritto, pose fine alla lega.