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Corinto (città della Grecia)

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(Kórinthos). Capoluogo del nomós della Corinzia (Grecia), 31.500 ab. (2001).

Generalità

La città si trova sulla costa nordorientale del Peloponneso, presso l'imbocco occidentale del canale di Corinto che unisce il golfo omonimo a quello di Egina. Sovente devastata dai terremoti, la città è stata più volte ricostruita assumendo un aspetto moderno con vie larghe e diritte: i resti dell'antica Corinto sorgono 6 km a SW, ai piedi delle rupi dell'Acrocorinto. Porto commerciale sull'ampio golfo omonimo, su cui si affacciano le più ricche regioni della Grecia centrale, è importante nodo stradale e ferroviario e attivo mercato agricolo; praticata è anche la pesca.

Storia

L'antica Corinto controllava, per terra, le comunicazioni fra Grecia settentrionale e Peloponneso e, per mare, la navigazione nei golfi di Corinto e Sarónico, monopolizzando il transito marittimo-terrestre fra questi due specchi di mare sui quali si affacciavano i suoi porti. La posizione fu indubbiamente fattore determinante della prosperità commerciale e dell'espansionismo marittimo di Corinto che, già nel sec. VIII a. C., fondava le colonie di Corcira (Corfù) e di Siracusa. Il governo della città, che originariamente fu organizzata in Stato monarchico, nei sec. VIII-VI a. C. fu appannaggio prima dell'oligarchia dei Bacchiadi e poi della tirannide dei Cipselidi, che sotto Periandro raggiunse la sua massima potenza. In politica estera Corinto riuscì a tenere una posizione di equilibrio tra l'indipendenza da Sparta e la necessità di avere con essa buoni rapporti e ciò la portò più volte ad aperto dissidio con Atene; la guerra del Peloponneso la vide infatti condividere le sorti spartane e col ruolo di grande protagonista. Delusa dalla pace che ne seguì, si staccò invero da Sparta e aderì per breve tempo all'alleanza ateniese-tebano-argiva patrocinata dalla Persia (guerra di Corinto); al tempo dell'effimera egemonia di Tebe fu però nuovamente solidale con Sparta. Prescelta da Filippo II, dopo Cheronea, quale sede della Lega di Corinto, Corinto rimase a lungo una delle basi macedoni in Grecia. Annessa alla Lega Achea da Arato, ne divenne capitale e, al tempo dell'insurrezione libertaria degli Achei contro Roma, pagò con la completa distruzione (146 a. C.) questo antistorico atto di eroismo. Colonizzata da Cesare, Corinto fu, in età imperiale, sede del proconsole d'Acaia. Più volte distrutta e ricostruita, durante l'impero bizantino fu capitale del Peloponneso; contesa tra gli Stati occidentali all'epoca delle Crociate per l'importanza assunta dal suo porto, attivo centro di commercio con l'Oriente, nel 1210 entrò a far parte dell'Impero Latino d'Oriente. Nel 1456 fu conquistata dai Turchi che riuscirono a superare l'ostacolo opposto dai Veneziani interessati al controllo del golfo e dei traffici. All'inizio della guerra di indipendenza greca insorse contro la dominazione turca rendendosi indipendente. Nel 1858 un terremoto distrusse quasi completamente la città, che fu ricostruita a 5 km a NE con il nome di Néa Kórinthos.

Archeologia e arte

La città antica era distesa ai piedi dell'Acrocorinto, su cui sorgeva il santuario di Afrodite. Circondata da mura, sboccava al mare con il porto del Lecheo (Léchaion). I monumenti più importanti sono riuniti attorno all'agorà, chiusa a E dalla basilica Iulia, a S e a N da portici e botteghe, a W da una serie di botteghe precedute da sei tempietti di età romana. Su un terrazzo a N dell'agorà sorgeva il famoso tempio arcaico di Apollo, di cui restano sette colonne doriche. A W del tempio si trovano l'odeon e il teatro, rifatti in età romana. Al limite N della città si trovano la fonte di Lerna e il santuario di Asclepio, mentre a E vi sono i resti dell'anfiteatro romano . Soprattutto tra il sec. VII e il VI a. C., Corinto fu uno dei più importanti centri artistici della Grecia, sede di affermati bronzisti e dei più antichi pittori. § Al periodo paleocristiano risalgono i resti di tre grandiose basiliche a tre navi, erette al di fuori delle mura: la basilica del Lecheo, dedicata al vescovo Leonida (sec. V), quella di Skutela, con battistero (inizi del sec. VI) e quella di Kranion, con martyrion a triconco. La città attuale venne ricostruita con pianta regolare a scacchiera dopo i terremoti del 1858 e del 1928.

E. Will, Korinthiaká, Parigi, 1955; R. Carpenter, O. Broneer, A Guide to the Excavations of Ancient Corinth, Atene, 1960; H. S. Robinson, The Urban Development of Ancient Corinth, Atene, 1965; E. Kirsten, W. Kraiker, Griechenlandkunde, Heidelberg, 1967; Autori Vari, Le grandi scoperte dell'archeologia, voll. IV e V, Novara, 1986.