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Petrescu, Camil

drammaturgo, romanziere e poeta romeno (Bucarest 1894-1957). Un'infanzia orfana, una giovinezza che conobbe da vicino le umiliazioni della povertà, un'esperienza di guerra (volontario nel 1917) da cui uscì ferito e deluso maturarono la sua personalità. Dal 1934 al 1947 fece parte della redazione della prestigiosa Rivista delle Fondazioni Reali. Non gli mancarono, con il nuovo regime, riconoscimenti ufficiali. Come romanziere, più della narrazione epica lo interessò l'analisi interiore, la lucida presa di coscienza, realizzata nel momento stesso in cui il soggetto vive e patisce la sua esperienza esistenziale. Il romanzo che gli diede fama è Ultima notte d'amore, prima notte di guerra (1930), diviso in due parti fra loro indipendenti. Il primo volume s'incentra sul dramma amoroso del protagonista incapace di realizzare con la giovane moglie un'intesa che sia anche d'ordine intellettuale. Il secondo è un documentario di guerra sui generis, perché è in realtà il riflesso di una coscienza tormentata da interrogativi etici. Anche Il letto di Procuste (1933) ci sottopone l'analisi della passione. Il teatro di Petrescu è lo specchio della complessa personalità dell'autore e della sua forte passione speculativa. Teatro di idee e perciò non sempre adatto alla scena, esso comprende lavori di grande rilievo come Anime forti (1925), Danton (1931) e quel Bălcescu (1948), che precede la stesura del romanzo dedicato all'eroe e apparso (incompiuto) fra il 1953 e il 1957: Un uomo fra gli uomini. In quest'opera, che è il suo capolavoro, Petrescu spiega davanti ai nostri occhi un grandioso affresco di vita politico-sociale, dove all'esattezza della ricostruzione storica si accompagna la vigorosa rappresentazione di figure, gruppi, ambienti. Polemista di classe, ha lasciato scritti teorici di grande interesse. L'opera che dovrebbe rappresentare il suo testamento filosofico, La filosofia della sostanza, è stata affidata in manoscritto alla Biblioteca Vaticana.