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Pizzi, Pièr Luigi

scenografo italiano (Milano 1930). Legato alla compagnia De Lullo-Falk-Valli-Albani, ha lavorato con altri registi (L. Squarzina, S. Bolchi, L. Ronconi) per spettacoli lirici e di prosa. Sulle prime esperienze, gravate di troppe suggestioni culturali, ha prevalso in seguito un più robusto impegno tecnico-stilistico, in cui l'articolazione multiplo-sintetica della scena si fa interprete originale dei valori intellettuali e pittorici dell'epoca in cui si ambienta l'azione: dal neorealismo di Anima nera (1960) al novecentismo del Gioco delle parti (1965), alla riesumazione peruzziana della Calandria (1966). Negli anni Ottanta ha affrontato anche la regia (La notte e il momento di Crébillon figlio, 1980; Ariodante di Händel, 1981; Il conte Ory e Mosè in Egitto di Rossini, 1988). Negli anni Novanta, si è dedicato soprattutto alle scenografie di opere liriche, e, nel 1995, ha assunto la direzione dell'Opéra di Parigi, inaugurando il teatro con Les Troyens di H. Berlioz.