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Pocapàglia

comune in provincia di Cuneo (51 km), 381 m s.m., 17,39 km², 2758 ab. (pocapagliesi), patrono: san Giusto (penultima domenica di agosto).

Centro delle colline di Bra, situato su uno sperone digradante a SE verso il fondovalle del fiume Tanaro. Possesso del vescovo di Asti, fu feudo dei conti di Bra, dai quali ebbe origine il ramo di Pocapaglia. Passò ai Falletti (1340) e in seguito fu diviso tra i Ricci di Pavia (1502) e i marchesi di Saluzzo (1534).§ Domina il paese il castello, trasformazione settecentesca di una rocca del sec. XII, con portale ornato di sculture e resti di una torre angolare. La chiesa barocca di Sant'Agostino, ricostruzione del sec. XVIII di un edificio preesistente, conserva un'acquasantiera in marmo del sec. XIV e un coro intarsiato del sec. XVIII.§ Le attività rurali sono rivolte all'agricoltura (vite, ortaggi e frutta), alla silvicoltura (raccolta castagne) e all'allevamento bovino. L'industria opera nei settori meccanico, enologico, alimentare e della lavorazione del legno. È meta di turismo escursionistico: le “rocche” di Pocapaglia, di origine erosiva, sono tra le più suggestive di tutto il Roero; particolarmente interessanti sono quelle della Meinina e dell'Eremita.

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