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Pulszky, Ferenc

uomo politico ungherese (Eperjes 1814-Budapest 1897). Eletto deputato (1839), fece parte dell'opposizione in lotta per riforme politiche e sociali. Nel 1848 fu prima sottosegretario alle Finanze, poi sottosegretario agli Affari Esteri. Dopo la sconfitta della guerra d'indipendenza (1848-49) per quasi due decenni visse in esilio, appoggiando la politica di Kossuth, per conto del quale fu in rapporti con uomini come Cavour, Napoleone III, Garibaldi. In contrasto con Kossuth, ritornò nel 1866 in Ungheria e aderì alla politica di conciliazione di Ferenc Deák. P. fu presidente delle Società di Belle Arti e di Archeologia e dell'Accademia delle Scienze ungherese. Scrisse inoltre: prose di viaggi; il romanzo in inglese The Jacobins in Hungary (1851); Tales and Traditions in Hungary (1853), catalogo ragionato delle proprie collezioni d'arte; una Filosofia della storia dell'Ungheria (1879); la storia della Cospirazione giacobina di Martinovics e compagni (1881); le proprie Memorie (4 vol., 1880-82); l'opera autobiografica Il mio esilio in Italia (1885) e concluse la sua attività di scrittore coi due volumi dell'Archeologia dell'Ungheria (1897).