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Riòla Sardo

comune in provincia di Oristano (11 km), 9 m s.m., 48,23 km², 2137 ab. (riolesi), patrono: san Martino (11 novembre).

Centro situato sulla riva sinistra del rio Mare Foghe, presso lo stagno di Cabras. Sorto in un territorio di insediamenti nuragici, durante il Medioevo fu interessato dall'organizzazione agraria dei monaci camaldolesi del monastero di Santa Maria di Bonarcado. Parte del Marchesato di Oristano dal 1410 al 1477, dopo la confisca a Leonardo Alagon divenne feudo regio. Nel 1767 i Savoia lo concessero ai Flores Nurra, marchesi d'Arcais, che ne mantennero il possesso fino al 1839, anno dell'abolizione dei feudi.§ Il paese conserva esempi di architettura settecentesca nella casa Carta e nella parrocchiale di San Martino, fiancheggiata da un alto campanile con cuspide a cipolla; all'interno è un'acquasantiera del Seicento.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce cereali, ortaggi, frutta, barbabietole da zucchero, uva da vino e olive. Si praticano l'allevamento (ovini e caprini) e la pesca in acque marine e lagunari. Vi operano industrie alimentari (frantoi e aziende vinicole), edili, dei serramenti e della lavorazione dei metalli. È zona di turismo naturalistico presso gli stagni del circondario, ricchi di fauna protetta.

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