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Rime (Guido Cavalcanti)

raccolta di liriche di Guido Cavalcanti, una cinquantina di componimenti, quasi tutti di argomento amoroso. Domina questo canzoniere una visione cupa e angosciosa dell'amore, inteso come forza irrazionale e oscura, che porta l'animo alla distruzione fisica e psichica. Protagonisti di questo dramma sono gli “spiriti” e gli “spiritelli”, cioè le varie facoltà dell'anima personificate, che agiscono nell'ambito di un mondo irreale e astratto, senza spazio e senza tempo. Accanto al motivo dell'amore tragico, che annienta le potenze vitali, si colloca l'altro motivo della bellezza sovrumana della donna, contemplata con estatico stupore. L'espressione più compiuta è raggiunta nella ballata Perch'i' no' spero di tornar giammai, in cui l'angoscia si fonde armonicamente con l'estasi.

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