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Roccèlla Iònica

comune in provincia di Reggio di Calabria (114 km), 16 m s.m., 37,48 km², 6762 ab. (roccellesi), patrono: san Vittorio (21 maggio).

Centro del litorale ionico, posto nel tratto di costa compreso tra le foci del fiume Torbido e della fiumara Allaro. Fu edificato in una zona abitata fin dall'epoca protostorica, come ha dimostrato la scoperta di una necropoli dei sec. IX-VIII a. C. Citato dal 1040, fu concesso in feudo ai Collepietro e ai Carafa della Spina, che lo ebbero ininterrottamente dal 1480 fino al 1806. Il paese, costruito in una posizione quasi imprendibile e saldamente fortificato, fu invano assediato dai Turchi nel 1553 e nel 1594. Subì danni dal terremoto del 1783. § Particolarmente interessante è il borgo-castello fortificato, posto su un costone roccioso e costituito da poche case, ancora abitate, da una torre circolare di origine medievale, e dai resti di varie chiese e del grandioso castello forse angioino, detto “della Rupella” o “dei Carafa”, fondato su strutture bizantine preesistenti. Ai piedi del castello è il santuario di Santa Maria della Vela (1545), importante luogo di culto per la popolazione locale. Nella parte bassa del paese si trova la chiesa di San Vittore, che conserva un crocifisso ligneo del sec. XV, il reliquiario di San Vittore (1747) e una grande tela di Mattia Preti (Cristo Crocifisso). § Le basi dell'economia sono la pesca (favorita da un porto modernamente strutturato e attrezzato) e l'agricoltura (olive, uva da vino e agrumi). È vivo l'artigianato tradizionale della ceramica, dell'intaglio del legno, del ferro battuto e della fabbricazione di ceste con rami di olivo selvatico. Una certa importanza ha il turismo balneare, con buone strutture ricettive e sportive.

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