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Rométta

comune in provincia di Messina (41 km), 560 m s.m., 32,50 km², 6307 ab. (romettesi), patrono: san Leone Vescovo (20 febbraio).

Centro situato sul versante settentrionale dei monti Peloritani. Importante fortezza, Rametta (si chiamò così fino al sec. XIX) fu conquistata dagli Arabi nel 965, dopo un lungo assedio. Fu città regia dal tempo del conte Ruggero I d'Altavilla.§ La chiesa bizantina del Salvatore (sec. VII-X), con pianta a croce greca inscritta in un quadrato, ha un tamburo ottagonale che nasconde la cupola. Del Palatium federiciano (sec. XIV) restano i ruderi. All'interno della chiesa madre sono un notevole fonte battesimale e un coro ligneo del Cinquecento. La chiesa della Madonna della Scala è del sec. XVII. Sopravvivono le due porte urbane dette “Messina” e “Milazzo” (o Maggiore o Saracena), testimonianza dell'importanza strategica che il borgo ebbe in passato come “cerniera” tra il territorio di Messina e il suo circondario. Nei dintorni sono grotte paleocristiane.§ L'agricoltura produce cereali, ortaggi, frutta ( in particolare agrumi), uva e olive; è diffuso l'allevamento (ovini e bovini). L'industria opera nel settore dei materiali da costruzione. Rilevante sulla costa è il turismo balneare (a Rometta Marea).

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