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Rovasènda, signori e conti di-

nome gentilizio legato alla cittadina di Rovasenda, nel vercellese. Secondo alcuni genealogisti i fratelli Alberto, Guglielmo, Guido e Risbaldo di Biandrate vi avrebbero costruito nel 1170 una possente rocca, da cui derivò il nome della casata. Legati ai Visconti da vincoli di parentela, furono originariamente loro alleati, si accostarono poi ai marchesi del Monferrato e nel 1413 fecero atto di sottomissione ad Amedeo VIII di Savoia che riconobbe loro in feudo la terra, il castello e i privilegi che già possedevano. Tra i membri della famiglia: Giacomo (sec. XV-XVI) fu segretario di Stato di Carlo III il Buono e ambasciatore presso Carlo VIII di Francia; Antonio (sec. XV-XVI), paggio di Carlo V e capitano al servizio del re di Navarra, fu al sacco di Roma e all'assedio di Firenze con le forze imperiali; passato al servizio del duca di Savoia liberò Ivrea dall'assedio dei Francesi e ottenne per sé e i propri discendenti il feudo di Monteformoso; Paolo (sec. XVI) fu vescovo di Anversa e cardinale; Riccardo Cesare (sec. XVII), senatore di Piemonte (1603), capitano generale di giustizia (1603) e presidente del senato di Nizza (1614), fu creato conte di Rovasenda nel 1621; Galeazzo (sec. XVII) fu ambasciatore di Urbano VIII alla corte di Filippo IV di Spagna; Annibale (n. Torino 1858), magistrato, deputato al Parlamento (1895-1900) e senatore, venne creato conte nel 1905.

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