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Russell, Ken

regista cinematografico e televisivo inglese (Southampton 1927-2011). Per oltre un decennio (1959-70) esercitò nei programmi culturali della BBC un'opera di svecchiamento, imponendo nuove forme espressive (il documentario con attori, per esempio) e un singolare talento visionario e barocco, specie nella serie di ritratti d'artisti e musicisti quali Prokofev (1961), Debussy (The Debussy Film, 1965, interpretato da O. Reed), il doganiere Rousseau (Always on Sunday, 1965), Isadora Duncan (1966), il cui profilo era molto più vivo sul piccolo schermo che nel film spettacolare di K. Reisz del 1968, R. Strauss (The Dance of the Seven Veils, 1970). In questo periodo aveva girato anche due film (non trascurabile il poliziesco Un cervello da un miliardo di dollari, 1967), ma fu soltanto con Donne in amore (1969) dal romanzo di D. H. Lawrence e con la biografia di Čajkovskij L'altra faccia dell'amore (1971) che si rivelò tra i più sorprendenti cineasti europei. Più discutibili i suoi film successivi: I diavoli (1971); Il boyfriend (1972), rifacimento di un musical stile Hollywood; Messia selvaggio (1972); Tommy (1975); Lisztomania (1975); Valentino, con R. Nureev (1977); il fantascientifico Stati di allucinazione (1980); Crimes of Passion (1984); il thriller China Blu (1984); Whore-Puttana (1990); Prisoner of Honor, ambientato nella Francia di fine Ottocento e dedicato al celebre caso del capitano Alfred Dreyfus; The Insatiable Mrs. Kirsch (1993); Lion's Mouth (2000); The Fall of the House of Usher (2001). Nel cinema di Russell si rintracciano linee comuni (musica e danza quali componenti essenziali di un mondo stilistico) e comuni ossessioni: traumi infantili, impotenza sessuale o creativa, anomalia ed eccesso religioso e sacrilegio e soprattutto un senso acuto e onnipresente della morte.

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