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Sìnnai

comune in provincia di Cagliari (13 km), 134 m s.m., 223,38 km², 15.235 ab. (sinnaesi), patrono: santa Barbara (4 dicembre).

Cittadina del Campidano, situato sui primi rilievi collinari del Sarrabus; è compresa nel Parco Geominerario della Sardegna e nel Parco Naturale Regionale dei Sette Fratelli – Monte Genis, dove vive una ricca fauna (cervo sardo, aquila reale, mufloni ecc.). Sorto in un territorio in cui furono attive dal sec. VI a. C. miniere metallifere, fece parte, dal sec. XI, della curatoria di Civita, compresa nel Giudicato di Cagliari, dopo la spartizione di questo (1258) passò ai Della Gherardesca e ai pisani nei primi anni del Trecento; dopo la conquista aragonese fu infeudato a Berengario Carroz (1324) e poi incluso nella Contea di Quirra, eretta a marchesato per i Centelles nel 1603. Passato durante il dominio piemontese agli Osorio de la Cueva (1798), venne riscattato dai vincoli feudali nel 1839.§ La quattrocentesca chiesa di Santa Vittoria ha pianta rettangolare a navata unica e copertura lignea su archi a sesto acuto, secondo il modello delle chiese campestri sarde. Nella parte alta dell'abitato è la parrocchiale di Santa Barbara, d'impianto cinquecentesco, con tracce della precedente struttura gotico-aragonese; conserva alcune tele attribuite a Giambattista Scaletta (sec. XVIII).§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori alimentare (caseifici, conservifici e distillerie di liquori), chimico, elettrotecnico, edile, della carpenterie (legno e metalli) e dei materiali da costruzione. Sono fiorenti, inoltre, l'allevamento ovino, caprino, bovino e suino, l'agricoltura, che produce cereali, ortaggi, uva e olive, e il settore dei servizi.§ Durante il Carnevale ha luogo una manifestazione detta is Cerbus, basata sulla rappresentazione allegorica della caccia al cervo, con antiche maschere rituali zoomorfe.

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