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San Màuro Fòrte

comune in provincia di Matera (82 km), 540 m s.m., 86,89 km², 2306 ab. (sammauresi), patrono: san Mauro (23 maggio).

Centro situato alla destra del torrente Salandrella, su un rilievo con vista fino al mare. Il nome proviene da un possesso benedettino (sec. XI). Vi si avvicendarono numerosi feudatari: i Sanseverino, i Podarico, i Carafa, i Marchesi, i Somma e i Brancaccio. Subì gravi danni dal terremoto del 1980.§ Del castello rimane il mastio cilindrico di epoca normanna. La chiesa di Santa Maria custodisce un altare marmoreo, una tela secentesca e una croce astile del Cinquecento. Palazzo Arcieri (sede del comune) conserva tele di scuola napoletana dei sec. XVII-XVIII. Palazzo Lauria, settecentesco, ha un portale barocco del 1770 e all'interno due scrigni veneziani del Seicento. La chiesa dell'Immacolata conserva una tavola del sec. XV. Portali in pietra, lesene e decorazioni floreali abbelliscono l'abitato.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, olive, uva da vino, ortaggi, frutta) e sull'allevamento (bovini, ovini e suini). Vi operano aziende alimentari (olio, salumi).§ Nel territorio sono stati rinvenuti reperti del neo-Eneolitico, in località Salice tombe greche e romane, alle falde del monte di Mella resti di una villa romana e in località Priato i ruderi di un monastero medievale .

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