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Sant'Àngelo d'Alife

comune in provincia di Caserta (48 km), 385 m s.m., 33,91 km², 2406 ab. (santangiolesi), patrono: san Michele (7 maggio).

Centro posto alle falde nordoccidentali del Matese, nel cui parco regionale è compreso. Di origine sannitica, sorse probabilmente, come Raviscanina, dopo la distruzione dell'antica Rufrium. Nell'alto Medioevo appartenne a conti longobardi che lo munirono di castello. Devastato dai Saraceni (865) e dai Normanni (1138), nel sec. XIII divenne feudo di Tommaso d'Aquino; ebbe in seguito numerosi altri feudatari. § Incorporata nella settecentesca parrocchiale è la gotica cappella di Sant'Antonio Abate, con decorazione interna ad affreschi del sec. XV. La chiesa dell'Annunziata, di impronta neoclassica, ha campanile a torre (molto restaurato) in cui sono murate antiche lapidi. Nell'abitato si trovano diversi palazzi a corte aperta dei sec. XVIII-XIX, tipici di episodi di insediamento rurale. § L'economia si basa sull'agricoltura (olive, uva per vini DOC, foraggi, cereali) e sull'allevamento bovino, con produzione lattiero-casearia. Sono attive imprese nel settore dell'arredamento. Di rilievo il turismo di villeggiatura ed escursionistico nel Parco Regionale del Matese. § Su un colle nei pressi dell'abitato sussistono resti di un castello di origine longobarda, del borgo fortificato medievale e di mura bastionate.