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Santiago (città del Cile)

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capoluogo dell'omonima regione metropolitana e capitale amministrativa del Cile, 520 m s.m., 5.719.000 ab. (2007), l'agglomerato urbano 6.061.185 ab. (2002).

Generalità

La città è situata sul fiume Mapocho, affluente del Maipo, in una fertile area pianeggiante dominata dalla cordigliera delle Ande. Fondata dal conquistador Pedro de Valdivia nel 1541 con il nome di Santiago del Nuevo Extremo, Santiago appare oggi una città dall'aspetto quasi del tutto moderno, con edifici pubblici in stile neoclassico, pur conservando ancora diverse costruzioni dell'epoca coloniale. Nel cuore della città si innalza la collina rocciosa di Santa Lucía, l'antica cittadella attrezzata per la difesa contro le incursioni degli indios, che ne compromisero a più riprese l'esistenza nelle prime fasi di vita, già resa precaria dalla instabilità orografica del territorio che la ospita. Sarà per questo senso di provvisorietà legato alla storia e al succedersi degli accidenti naturali che gli abitanti della città tradizionalmente rivolgono i loro sguardi e le loro preghiere alla statua della Vergine Maria, che dalla cima del Cerro San Cristóbal, sulla collina prospiciente l'abitato, veglia sulla città. È sede dell'Università del Cile (1738) e di quella Cattolica (1888), del Politecnico (1947), delle accademie militare e aeronautica e del Conservatorio Nazionale di Musica.

Urbanistica

La crescita della città è stata lenta, anche a causa dei frequenti terremoti che l'hanno danneggiata a più riprese. Il suo grande sviluppo si ebbe dopo l'indipendenza (1817), quando la città cominciò a espandersi in tutte le direzioni (tranne, in un primo tempo, quella orientale): la riva meridionale del Mapocho fu prosciugata e vi si impostò una delle arterie principali per il futuro sviluppo urbano, mentre a N si estendevano i primi sobborghi ad alta densità abitativa. La popolazione, che nel 1800 si aggirava intorno ai 25.000 ab., risultò addirittura decuplicata nell'arco del secolo, toccando i 250.000 ab. nel 1900. Mentre il centro della città assumeva caratteri di un certo prestigio, strutturandosi con vie a scacchiera, ampi parchi e famose “avenidas”, le periferie inglobavano disordinatamente i villaggi circostanti, formando, già nel 1940, un agglomerato vicino al milione di abitanti. Ciò creava notevoli problemi di inquinamento, traffico e, soprattutto, disagio sociale, per la carenza dei servizi pubblici. Solo nel 1960 veniva introdotta una pianificazione integrata per i 18 comuni che costituivano, all'epoca, l'area metropolitana (2.093.000 ab. nel 1961); ma l'espansione proseguiva ugualmente “a macchia d'olio”, sottraendosi in buona parte a ogni controllo urbanistico. Oggi, tuttavia, il centro di Santiago presenta un aspetto più vivibile, con ampie zone pedonalizzate e restaurate; ai margini dell'abitato ci sono ampi spazi verdi, fra cui sono da ricordare il Parque Forestal e il Parque Metropolitano. Anche in periferia ci sono stati interventi di risanamento intesi a migliorare le condizioni di vita nei quartieri più degradati: ne è un esempio la riqualificazione urbana della zona di Ermita de San Antonio, nella parte nordorientale della città.

Storia

La città iniziò ad avere una sua fisionomia verso la fine del XVI secolo, per poi assumere, nella seconda metà del Settecento, la struttura di grande città. Nel 1817 nei dintorni dell'abitato venne combattuta la battaglia che dette al Cile l'indipendenza. Nel 1973 Santiago fu teatro del sanguinoso colpo di stato militare che assassinò il presidente Salvador Allende e instaurò nel Paese la dittatura. Alla fine del XX secolo il graduale ritorno alla democrazia significò per la capitale anche una certa ripresa economica. Nel 2010 un nuovo terremoto ha provocato gravi danni alle abitazioni e alle strutture.

Arte

Nonostante i frequenti terremoti, Santiago conserva alcune importanti testimonianze del suo passato, tra cui si ricorda l'edificio più antico, la chiesa di S. Francisco (XVI secolo). Centro cittadino è invece la Plaza de Armas, di forma quadrata, ai cui lati sorgono i principali edifici coloniali, tra cui la cattedrale, iniziata nel 1541 e poi variamente trasformata nei secoli XVII-XVIII, il municipio, l'arcivescovado. Il Palacio de la Moneda è invece rappresentato da un grande edificio in stile coloniale: anticamente era una zecca, fu trasformato in residenza del presidente del Paese per poi venire bombardato durante il colpo di stato militare che nel 1973 rovesciò il governo democratico e in occasione del quale fu assassinato il presidente Salvador Allende. All'inizio del XX secolo Santiago si è arricchita di edifici pubblici di stile liberty per poi subire, in anni più recenti, l'influsso dell'impronta architettonica nordamericana. Il Palacio de Bellas Artes (costruito sul modello del Petit Palais di Parigi) e il Museo de Arte Contemporaneo raccolgono infine le principali opere dell'arte figurativa contemporanea cilena. Il Museo d'Arte Precolombiana ospita una delle migliori collezioni del suo genere, con testimonianze antiche non solo locali ma di tutta l'America Meridionale. In un parco sulla riva del fiume Mapocho sono sistemate numerose sculture di artisti moderni.

Teatro

A partire dal sec. XVII vi furono a Santiago recite di allievi dei gesuiti e dei domenicani e occasionali rappresentazioni di attori stranieri in tournée. Soltanto nel 1802, tuttavia, fu costruito il primo teatro permanente, La Ramada, che durò poco; nel 1857 sorse il Teatro Municipal che ha ospitato e ospita tuttora opere liriche e compagnie di prosa, spesso prestigiose, provenienti dall'Europa e da altri Paesi ibero-americani. Tuttavia di una vita teatrale autonoma di un certo rilievo si può parlare soltanto dal 1941, per merito precipuo del Teatro Experimental de la Universidad de Chile e del Teatro de Ensayo de la Universidad Católica, nonché del gruppo indipendente Ictus (fondato nel 1955), specializzato in spettacoli d'avanguardia; queste istituzioni sono state duramente contrastate nel periodo della dittatura militare, per le loro tendenze politiche avanzate.

Economia

La città è il grosso emporio commerciale di gran parte della valle longitudinale cilena, trovandosi sulla linea ferroviaria che attraversa tutto il Paese e contemporaneamente sulla Carretera Panamericana. Santiago è uno dei centri industriali maggiori dell'America Meridionale, ospitando la metà circa delle industrie cilene: esse sono ben rappresentate in quasi tutti i settori, ma soprattutto in quello alimentare, tessile, chimico, farmaceutico, meccanico, dell'abbigliamento, della gomma, del vetro, elettrotecnico, della carta, della ceramica, del tabacco e del legno. I trasporti pubblici della città sono efficienti e la rete della metropolitana è la più estesa dell'America Meridionale: un sistema integrato fra linee sotterranee e linee di superficie, detto Transantiago, è in fase di completamento, ed è già in gran parte operativo. Lo sbocco sul Pacifico di Santiago è costituito dai vicini porti di Valparaíso e San Antonio. La città è servita dall'aeroporto internazionale Arturo Merino Benítez.