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Secchiaroli, Tazio

fotografo italiano (Roma 1925-1998). Alla fine degli anni Cinquanta immortalò i divi del cinema e gli esponenti dell'alta società che all'epoca animavano la vita notturna della capitale dandosi convegno in via Veneto. Fotografo ambulante verso la metà degli anni Quaranta, nel 1951 entrò a far parte dell'agenzia Vedo, dove ebbe modo di formare il suo stile sotto la guida di un maestro del fotogiornalismo, A. Porry-Pastorel. Nel 1951 determinante fu l'incontro con F. Fellini, che proprio a Secchiaroli si ispirò per delineare la figura del paparazzo della Dolce vita. Secchiaroli aveva già abbandonato la Vedo per aprire un'agenzia in società con l'amico S. Spinelli (Roma Press Photo, 1955) quando venne introdotto dal regista a Cinecittà come fotografo di scena. Non più a caccia di immagini scandalistiche, da quel momento si dedicò a ritrarre uomini di spettacolo e celebrità sul set, spesso colti in atteggiamenti rilassati nelle pause tra un ciak e l'altro. Fu il fotografo personale di S. Loren dal 1964 al 1983, anno in cui cessò l'attività. Le sue immagini più belle, frutto di una fatica trentennale, sono state raccolte nel volume Dalla dolce vita ai miti del jet set (1998), legato alla mostra omonima agli Scavi Scaligeri di Verona.