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Sestov, Lev

pseudonimo del filosofo russo Lev Isaakovič Švarcman (Kiev 1866-Parigi 1938). Studiò a Kiev e a Mosca e insegnò in un primo tempo presso vari atenei russi. Dopo la rivoluzione del 1917 emigrò in Francia, dove continuò la sua attività letteraria sino alla morte, avvenuta a Parigi. Mistico, idealista, per molti aspetti imparentato alla filosofia dell'esistenza, Sestov muove, nella sua filosofia, da una rinnovata e profonda meditazione dell'opera di F. Dostoevskij, ma anche di B. Pascal e di tutta la tradizione religiosa. Sestov sostiene l'impossibilità, per la ragione astratta, di penetrare le profondità dell'esistenza umana, che vengono smarrite nelle false soluzioni del piatto scientismo razionalista. L'esistenza umana può venir scrutata – se non completamente compresa – solo in rapporto alla trascendenza, non irrigidendo Dio in un'intrascendibile lontananza. Tra le sue opere: Dostoevskij e Nietzsche, filosofia della tragedia (1903), Kierkegaard e la sua filosofia dell'esistenza (1936), Atene e Gerusalemme (1938).